È stato di 449.507,40 Euro l’utile realizzato da Abitcoop durante il 2015. Dopo l’illustrazione dei dati da parte della responsabile amministrativa Morena Galli, all’unanimità l’assemblea dei soci, convocata sabato 14 maggio a Modena, ha approvato il bilancio chiuso al 31 dicembre 2015.

«Valutate le circostanze e l’andamento del settore immobiliare in Italia, possiamo considerare il risultato oltremodo positivo. Nelle sue dimensioni – ha detto il Presidente Lauro Lugli – riflette e dà la misura degli sforzi compiuti dalla struttura nell’anno passato, e nei precedenti, per tenere sotto controllo i conti della cooperativa e contenere le spese di gestione. La capacità di Abitcoop di emergere dalla burrasca, che si è abbattuta sul settore edilizio e, nello specifico, su quello immobiliare-residenziale, non era affatto scontata!»

Il valore della produzione nell’anno passato è stato di 14.256.493,00 Euro, prodotto per lo più attraverso l’assegnazione in proprietà di 58 alloggi a soci.

In particolare, nel corso del 2015 Abitcoop ha iniziato lavori per la realizzazione di 74 alloggi, un numero che risulta maggiore della media del quinquennio 2010/2014, che è stata di 48. Nello stesso periodo sono stati consegnati ai soci 89 alloggi, 30 dei quali in godimento ed i restanti in proprietà.

Quasi tutti gli interventi iniziati nel 2015 sono stati realizzati su aree di proprietà della cooperativa e per le quali erano già state sostenute, o erano in corso, le spese per l’urbanizzazione. Complessivamente durante l’anno scorso sono stati messi a bando 81 alloggi, ai quali si sono iscritti 169 soci.

Dal punto di vista patrimoniale la Cooperativa si è ulteriormente rafforzata e appare molto solida, potendo contare su un patrimonio netto di oltre 52 milioni di Euro (52.253.819,00).

«L’odierno patrimonio  che copre da solo per 1,84 volte tutte le immobilizzazioni (beni strumentali, alloggi in godimento, partecipazioni) – aggiunge Morena Galli – costituisce elemento di serenità per tutti, perché rappresenta una concreta garanzia per i soci di ieri e, a maggior ragione, per quelli di oggi e di domani

I soci

Nel corso del 2015 sono stati ammessi 215 nuovi soci, 163 dei quali di Modena, un numero che riflette dunque l’ancora elevata domande di case presente nel capoluogo ed il forte radicamento e prestigio goduti dalla cooperativa. Tenuto conto delle 130 cessazioni, i soci al 31/12/2015 erano complessivamente 18.903, ovvero 8.078 donne e 10.825 uomini.

Il futuro

Sono attualmente in corso di produzione 6 cantieri edili per complessivi 77 alloggi, a Modena e Carpi che rappresentano anche le zone di maggiore presenza e concentrazione dei nostri soci, mentre sarà completato lo studio e l’appalto di altri 5 interventi per complessivi circa 52 alloggi da far partire entro il 2016.

Saranno interventi significativi sia per innovazione tipologica che tecnologica riguardo a standard di confort, indipendenza gestionale, risparmio nei consumi energetici.

«Lo scopo – afferma Claudio Colombini, responsabile dei Programmi della cooperativa – è quello di dotare le abitazioni di una sempre maggiore autonomia sia per effetto di una drastica diminuzione del fabbisogno energetico sia per le dotazioni di produzione sul posto di energie alternative. Il traguardo, già in corso di realizzazione, è quello delle “case no gas” dove la produzione energetica viene demandata ad impianti fotovoltaici più potenti che alimentano pompe di calore in agglomerati compatti autonomi che riescono a coprire il fabbisogno del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria e, in estate, a fornire l’energia per il funzionamento della climatizzazione degli ambienti. Il costante utilizzo nelle nostre case di impianti decentralizzati di ventilazione a recupero di calore, dotati di certificazione energetica CasaClima, consentono di migliorare notevolmente il benessere e la salute degli ambienti abitati

Un obiettivo non rilevante ma significativo per i nuovi alloggi della cooperativa sarà quello di assicurare agli assegnatari la gestione per i primi due anni della centrale termica e dell’impianto di riscaldamento nel suo complesso, il primo anno gratuitamente.

«Questi anni di crisi del settore delle costruzioni ed immobiliare ed i cambiamenti culturali intervenuti nella società – conclude il Presidente Lauro Lugli – ci hanno fatto comprendere che per la cooperazione di abitanti è giunto il momento di avviare una riflessione profonda sul nostro ruolo e sul nostro modo di continuare ad essere vicina alle fasce più deboli della popolazione. La casa è un diritto universale, tuttavia oggi questo diritto rischia di essere contrastato da un approccio culturale al tema casa che pone in antagonismo giuste rivendicazioni ambientaliste circa l’aspirazione a non sacrificare ulteriore suolo verde con la necessità di rispondere a bisogni ancora molto diffusi. Occorre ricordare però che più di un terzo della popolazione non possiede una casa in proprietà e che la crisi ha allargato le disuguaglianze sociali e la fascia a rischio povertà. Noi, legittimati da una base di oltre 19mila soci, abbiamo il dovere di insistere perché le istituzioni trovino risposte e adottino piani e politiche abitative capaci di soddisfare la domanda di case