Lauro Lugli, presidente di Abitcoop, è stato eletto nei giorni scorsi vicepresidente dell’organismo associativo di Legacoop che riunisce le Cooperative di Abitanti italiane.

L’assemblea congressuale di Legacoop Abitanti, svoltasi il 27 aprile scorso a Roma, che ha proceduto alla definizione del nuovo assetto degli organi dirigenti, chiamando alla sua guida Rossana Zaccaria, con una svolta importante rispetto alle questioni di genere, ha deciso che la neo Presidente sia affiancata da tre vice, e tra questi Lauro Lugli, cui è stato affidato il compito di seguire il modello d’impresa verso la costituzione dell’Alleanza Cooperative Italiane (ACI).

La Cooperazione di Abitanti, che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia delle politiche abitative con quasi 1 milione di alloggi costruiti in Italia e 40.000 alloggi a proprietà indivisa, è attualmente impegnata, a seguito della crisi che ha colpito il settore e per la mancanza di efficaci politiche della casa, in un’operazione di riposizionamento rispetto alla missione e alla definizione del proprio ruolo sociale, che la impegna a promuovere e sviluppare politiche orientate al Social Housing.

Le nuove sfide si chiamano crisi economica, invecchiamento della popolazione, cambiamenti degli stili di vita e dei consumi (più accesso meno possesso), nuove povertà, sharing economy, economia della condivisione.

È uscito il nuovo, aggiornato, inventario delle emissioni serra dell’Italia, curato da ISPRA, l’Istituto Superiore di protezione dell’Ambiente che ogni anno, nell’ambito degli accordi internazionali sul clima, deve presentare al Segretariato dell’UNFCCC i dati delle emissioni serra. Argomento quanto mai di attualità, anche a seguito a della cerimonia solenne di firma dell’Accordo di Parigi svoltasi il 22 aprile, Earth Day giorno della Terra, alle Nazioni Unite, dove  ben 170 paesi hanno firmato formalmente il trattato e alcuni stati, principalmente piccole isole Stato, l’hanno anche già ratificato, buon segno per una rapida entrata in vigore dell’Accordo della COP 21.

Vediamo il punto della situazione per quanto riguarda il nostro paese. Notizie in parte buone, in parte meno buone. Il 2014 registra una diminuzione del 4.6% delle emissioni rispetto al 2013, ma i primi dati, preliminari, del 2015 indicano un incremento delle emissioni soprattutto nei settori energia e trasporti. L’analisi di ISPRA, fra comunicato stampa e inventario vero e proprio, è molto dettagliata fino al 2014, settore per settore.

Nel settore residenziale e servizi, dice ISPRA, nel periodo 1990-2014, le emissioni dal settore residenziale e servizi sono diminuite del 7.2%. Nella mia precedente analisi eravamo rimasti, al 2012, con emissioni circa stazionarie, per non dire in leggero aumento. Nella figura vedete il dettaglio degli andamenti delle emissioni residenziali anno per anno.

Ora, credo sia opportuno, per fare qualcosa di pratico e capire quante sono le emissioni domestiche, cercare di quantificare il nostro bilancio serra famigliare. Solo così, dopo, possiamo ragionare a cosa si può fare per abbatterle.

Quello di cui avete bisogno sono:

  1. Riscaldamento: vi scaldate con combustibili fossili? Verificate tramite le bollette i consumi di gas (o gasolio, o GPL) per il riscaldamento, in metri cubi di metano o litri di gasolio.
  2. Elettricità: verificate, dalle bollette dell’energia elettrica, il vostro consumo annuale in kWh. Anche qua, dovrete verificare bene come è fatta la vostra bolletta.  Di solito è indicato, anche stimato, il consumo annuale, altrimenti dovrete sommare i consumi parziali mensili o bimestrali. Se usate il fotovoltaico, conteggiate solo l’eventuale energia in più della vostra produzione
  3. Trasporti privati: quanta benzina, o gasolio o metano o GLP consumate in un anno con le vostre autovetture o moto o scooter? Qui può essere più difficile, se come probabile non avete annotato i consumi ricavatene una stima dal chilometraggio annuale, dividendolo per il consumo medio in km/litro.

Ora, due conti con i “fattori di emissione”, numeri che dovrete moltiplicare per i vostri consumi. Quanta CO2 emette il metano, o la benzina, o il gasolio? Eccone alcuni esempi, approssimati:

  • 1 m3 di metano produce 1.8 kg di CO2
  • 1 litro di benzina produce 2.4 kg di CO2
  • 1 litro di gasolio produce 2.6 kg di CO2
  • 1 litro di GPL produce 2.0 kg di CO2
  • 1 kWh di Elettricità (mix medio italiano) produce circa 0.5 kg di CO2

Ecco, ora vi dico i miei consumi, approssimati: fino al 2004 erano di circa 2000 m3 all’anno di metano, con 3.6 tonnellate di CO2, e 3000 kWh di elettricità con 1.5 tCO2/anno, più l’auto a gasolio, per circa 3 tonnellate di CO2. Ora, il riscaldamento fra alcuni interventi e una corretta attenzione agli sprechi, e con il mite inverno appena trascorso, sono sceso a 900 m3, tanti ma per la mia situazione ottimo risultato, pari a 1.6 tonnellate di CO2. Azzerate totalmente le emissioni elettriche grazie al fotovoltaico, resta l’auto, ma ora la uso meno ed è ibrida: emissioni così calate a 1.6 tCO2/anno.

Sono così passato, senza stravolgere la mia casa e vivendo meglio, da 8.1 tCO2/anno a 3.2 tCO2 anno. Certo, queste sono solo le emissioni dirette, ricordatevi che gli oggetti e i servizi richiedono, indirettamente, molta energia. Ma dovrebbe rendere chiaro come il settore residenziale è quello dove si possono ottenere i migliori risultati col minor sforzo, vivendo meglio e spendendo meno  e per chi cerca una nuova abitazione informarsi bene sulle caratteristiche tecniche e costruttive perché è oggi possibile trovarne a consumi quasi zero  e a problemi quasi zero.