Con un valore della produzione di 14.823.552 Euro, leggermente superiore (+ 0,70%) a quello dell’anno precedente e che costituisce il 98,26% dei ricavi complessivi pari a 14 milioni e 952mila Euro, Abitcoop, la cooperativa di abitanti più rappresentativa della provincia di Modena aderente a Legacoop, ha archiviato il bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2013, realizzando un utile di 731.838 Euro.

«Se consideriamo il contesto nel quale è maturato questo risultato – commenta il Presidente Abitcoop Lauro Lugli – credo che si deve essere necessariamente soddisfatti, poiché anche nel 2013 è proseguita la crisi immobiliare e delle costruzioni e la nostra attività è stata segnata dalla sempre minore disponibilità di aree per l’edilizia economico popolare (PEEP) le uniche sulle quali è in grado investire la stragrande maggioranza della nostra base sociale, costituita principalmente da operai, impiegati e comunque persone dipendenti».

Forte di un patrimonio consolidato di 51.430.536 Euro (+ 1,39%), la cooperativa dispone oggi di 174 alloggi concessi in uso ai soci, due dei quali a famiglie terremotate, con la formula del “godimento temporaneo” che comportano un immobilizzo di risorse di oltre 25 milioni di Euro (25.895.185).

Durante il 2013 sono stati iniziati, poi, lavori per 30 alloggi, di cui 13 per la proprietà e 17 per il godimento, mentre ne sono stati consegnati ai soci 63, ovvero 21 in godimento e 42 in proprietà. Quelli rogitati, invece sono stati complessivamente 57.

Sempre l’anno scorso sono stati messi a bando 54 alloggi, per i quali sono pervenute ben 748 domande, che significa un indice di interesse di quasi 14 soci per unità immobiliare.

«Come ho avuto modo più volte di sottolineare – dice Lauro Lugli – la partecipazione ai nostri bandi e la continua crescita di adesioni alla cooperativa dimostrano che nella popolazione, tra i cittadini, modenesi e non, è ancora elevato il bisogno di case a basso prezzo, quelle per intenderci che si possono offrire sul mercato a 1.500/1.600 Euro a mq. È importante anche per la ripresa del settore delle costruzioni che si comprenda che, oltre questa soglia di costi, tante famiglie rischiano di rimanere escluse dalla proprietà e di essere marginalizzate, poiché il costo di alloggi immessi sul mercato a 2.500 e oltre Euro al mq per loro costituiscono un onere in termini di mutuo insopportabile».

E a proposito di mutui Abitcoop ha registrato che nel 2013 l’importo medio dei mutui cui hanno fatto ricorso i soci si è attestato su un valore di 126.405 Euro, praticamente in linea (- 1,56%) con lo scorso anno. Tuttavia è il primo anno che si evidenzia un andamento opposto tra importo medio dei mutui convenzionati e importo medio dei mutui non in convenzione: i primi hanno avuto un calo del valore, attestandosi a 116.760 Euro, mentre i secondi un incremento fino ad arrivare a 146.500 Euro.

L’andamento opposto fra le due tipologie di mutui – commentano dalla cooperativa – rappresenta la fotografia delle due tipologie di interventi edificatori che Abitcoop sta facendo, poiché – in mancanza di aree PEEP – per soddisfare la pressione della domanda si è obbligati a moltiplicare gli interventi in area libera, che comportano costi di acquisto ben maggiori, cui possono accedere soci che appartengono a categorie di cittadini con redditi o situazioni patrimoniali tali da permettersi la spesa e l’accollo di mutui sensibilmente più elevati.

Il personale dipendente della cooperativa è composto da 24 persone, suddivise con un equilibrio quasi perfetto tra i generi: 13 maschi e 11 donne, tutti quanti – altra particolarità che distingue positivamente Abitcoop – assunti a tempo indeterminato e con un elevato livello di istruzione (5 laureati, 16 diplomati e 3 titolari di licenza media). L’età media è di 49 anni.

Nel corso del 2013 sono stati ammessi 249 nuovi soci e ne sono cessati 123, portando il totale complessivo dei soci a 18.695, di cui 7.959 donne e 10.736 uomini. In prevalenza sono lavoratori dipendenti (62,74%), ma ci sono anche numerosi pensionati (5,88%) e poi studenti (5,78%) e casalinghe (1,69%).

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