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Spegniamo il riscaldamento, presto per il condizionamento

Pubblicata il 22 aprile 2015

Post di Luca Lombroso n.11 | 22 aprile 2015 È terminato l’inverno, non è ancora esplosa l’estate. Questo è, dal punto di vista dei consumi, il momento diciamo così migliore per i consumi negli edifici residenziali. Dal 15 aprile, a norma di legge (mi riferisco a Modena e in genere alla zona climatica E del DPR 412/93) gli impianti di riscaldamento vanno spenti ma ancora non è necessario attivare la climatizzazione estiva.

 

Dunque un momento favorevole per il risparmio energetico che, con alcune accortezze, possiamo sfruttare a nostro vantaggio, prolungandolo il più possibile in relazione all’andamento climatico. Bastano anzitutto le più elementari “buone pratiche ambientali”.

 

 

Personalmente ho spento il riscaldamento già alla fine di marzo; al più, sfruttando i vantaggi del mio impianto fotovoltaico nei momenti di miglior autoconsumo, ho usato, per poche ore nelle fresche giornate attorno a Pasqua, l’impianto di climatizzazione in modalità pompa di calore.

 

Peraltro, come ormai solitamente avviene, verso metà aprile (2015) c’è stato un primo assaggio di caldo precoce, e già uno c’era stato a fine marzo. Con un po’ di buona volontà e accortezze dunque erano l’occasione per spegnere in anticipo, o quanto meno ridurne l’uso, gli impianti di riscaldamento.

 

Queste accortezze, insieme a piccoli interventi, mi hanno consentito, in un appartamento di Classe G, di abbattere notevolmente i miei consumi, che vi presento qui. Vi sembrerà strano, ma addirittura sono andato a credito, rispetto agli acconti, nella bolletta del gas!

 

Insomma, anche nelle case esistenti possiamo ottimizzare, e parecchio, i consumi energetici. Quando parlo di queste cose, suscito sempre molto interesse perciò ora ve ne parlo un po’, anche perché questo, con gli impianti spenti, è il momento migliore per molti interventi.

 

Premetto che non esiste “una soluzione” ma ogni realtà ha esigenze diverse, importante dunque analizzare anzitutto i consumi e i problemi, affidandosi ad esperti ma anche autodocumentandosi. Senza avere fretta, ragionando e non prendendo decisioni impulsive.

 

Come procedere e cosa fare? La prima cosa, ancor prima della “diagnosi energetica”, è sapere quanto si consuma. Notare, quanto si consuma e non quanto si spende, ovvero andare a leggere le bollette e cercare il dato di consumo che è indicato, per gli impianti a gas che sono la maggior parte, in metri cubi. Dovreste, possibilmente, andare indietro con gli anni, almeno 5, meglio 10 e vedere gli andamenti, influenzati ovvio anche dall’andamento climatico. Alcuni gestori nei servizi on line riportano anche le letture, controllate.

 

Se in inverni come gli ultimi due i consumi non sono calati in modo apprezzabile, significa che c’è qualcosa che non va o nell’impianto o nel modo d’uso. Per dare un’idea, molto indicativa, un appartamento “energivoro” in Classe energetica G di circa 100 m2 ha un consumo medio di circa 2000 m3 all’anno, ma le cose possono variare molto in base alla tipologia di casa o di appartamento, all’impianto, e soprattutto alle nostre abitudini.

 

Meglio ancora, di tanto in tanto leggere e annotare l’indicazione del contatore, preferibilmente a inizio anno e quindi all’accessione e spegnimento del riscaldamento, io l’ho fatto e da qui il grafico che vedete, da cui capite come molti anni fa, prima di documentarmi a dovere sul clima e su buone pratiche, anch’io ero “consumone”, poi notate 3 grossi crolli dei consumi, che ho quasi dimezzato.

grafico-consumi

Il primo, fu il cambio della caldaia, da un vecchio impianto a spia-pilota ad una più moderna, anche se non ancora a condensazione come sono diffuse oggi, per le quali il discorso è complesso e non mi addentro. Chiaro comunque che il miglioramento della tecnologia ha portato benefici. Non è detto però che cambiare la caldaia sia la cosa da fare per prima, anzi ribadisco il paragone del secchio bucato da riempire. Tappereste i buchi, o cambiereste rubinetto? Lo stesso vale per le case, spesso colabrodo energetico. Prima va migliorata l’efficienza poi si interviene sugli impianti.

 

Il secondo grosso miglioramento è stata l’installazione di un cronotermostato. Non solo la regolazione della temperatura, che ricordo e importante in casa non dovrebbe superare i 20°C (e ogni grado in più aumenta i consumi di circa il 7%!) ma un apparecchio che consente di impostare gli orari di funzionamento, abbattendo così i consumi nei periodi in cui non siamo in casa. Qui, piccola accortezza, non conviene mai far scendere troppo la temperatura in casa, perché poi per riportarla a livello di confort i consumi possono diventare elevati annullando i benefici.

termo termografia

L’intervento più importante che ho fatto è quello della rimozione dei termo dalle nicchie. Nella case costruite negli anni 1970/80 infatti era d’uso collocare i radiatori in nicchie nei muri maestri, per guadagnare spazio e per estetica. Questo però contrasta con l’efficienza energetica, e parecchio. Ho fatto una verifica con una termocamera e praticamente in queste nicchie scaldavo le pareti esterne! Così, proprio nel periodo primavera-estate di qualche anno fa, abbiamo estratto appunto i termo, chiuso (e isolato) le nicchie e rimontati. Certo, occorre un lavoro idraulico e un bravo muratore, ma i benefici sono evidenti solo passando nei pressi del termo, quando in funzione.

 

Inutile dire che se avete i termo chiusi dentro piccole pannellature, come era d’uso sempre anni fa, o anche una semplice mensola, va rimossa subito.

 

Così i miei consumi si sono appunto dimezzati, con benefici ambientali ed economici.

 

Certo si può fare molto di più, ma almeno nell’esistente ovviamente le cose vanno fatte un po’ alla volta, soprattutto quando c’è l’occasione. Dovete ristrutturare la copertura? Doveroso farci un adeguato isolamento. Lavori alla facciata? È bene valutare appunto il cappotto termico; questo video vi spiega l’importanza del cappotto termico e questo come si può montare. Esiste anche la possibilità di montare cappotti interni. E così via. Val la pena ripassarsi il video dell’Unione Europea sull’efficienza energetica.

 

 

Tutti interventi peraltro, quelli sull’involucro, sull’isolamento e sui e serramenti (importanti, di cui qua non ho parlato) che danno notevoli benefici anche nelle necessità di climatizzazione estiva, ma delle estati sempre più roventi riparleremo.

 

Se poi avete la necessità, o la possibilità, di passare ad una nuova abitazione, è ovvio che la scelta va indirizzata a case moderne ed efficienti, in Classe A o addirittura passive, con consumi praticamente nulli. Pensiamo, come sempre all’auto, avrebbe senso oggi comprare un’auto nuova senza ABS, airbag, vetri elettrici, e altri accessori per il confort e la sicurezza? Ecco, la stessa attenzione e approccio culturale deve valere per la casa dove viviamo.

 

 

 

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