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Cosa posso fare io?

Pubblicata il 6 ottobre 2015

Post di Luca Lombroso n.15 | 6 ottobre 2015 Il titolo di questo articolo è la domanda classica che molti mi fanno, al termine delle mie conferenze in cui illustro i cambiamenti climatici e i negoziati del clima in vista della Conferenza di Parigi (COP 21) del prossimo dicembre.

 

I potenti del pianeta discutono da anni e si riuniranno per la 21° volta consecutiva, quest’anno appunto a Parigi, per cercare un accordo per contenere le emissioni dei gas serra, ma si sa già che non possiamo aspettarci che siano altri a “salvare la Terra”.

 

Così, molti appunto si chiedono “e io, nel mio piccolo, cosa posso fare?”.

 

 

Devo dire subito, per chiarezza e correttezza, che il comportamento individuale è importante, va praticato, ma da solo non basta, con 4 parole chiave “Abbassa – Spegni – Ricicla – Cammina” e un po’ di impegno si può arrivare anche al 10-15% di contributo, ma una parte importante delle emissioni riguardano tematiche che devono necessariamente essere oggetto di accordi internazionali, pensiamo alla tutela delle foreste e alla produzione di energia da carbone.

 

Possiamo tuttavia incidere maggiormente agendo, oltre con in piccoli gesti, in 4-5 aree di intervento “casa-famiglia-stilevita” che ho così individuato:

  • Come e quanto scaldo casa
  • Come e quanto “illumino” casa
  • Come e quanto mi muovo
  • Cosa mangio
  • Quanto consumo e quanto butto

 

Di alcune di queste tematiche abbiamo già parlato in altri post, provo dunque a riassumere di cosa si tratta e cosa intendo:

 

Come e quanto scaldo casa: il riscaldamento domestico non solo è, nei mesi invernali, una delle maggiori fonti di inquinamento (oltre che di gas serra) ma è anche una delle maggiori spese della famiglia. È dunque nel nostro interesse non abusarne (c’è chi sta in casa in maniche corte d’inverno!) avere caldaie efficienti e regolarmente controllate, usare un cronotermostato, e altre accortezze varie, ma soprattutto, quando si può o si deve intervenire, migliorare l’isolamento di infissi, pareti, involucro e copertura. Ci sarebbe molto da parlarne, ma per ora mi limito a ricordare che oggi si costruiscono case a consumo pressoché nullo.

 

Come e quanto “illumino” casa: con questo non intendo solo l’illuminazione, ma in genere i consumi elettrici. A proposito di luce comunque ormai sono affidabili e convenienti le lampadine a Led. Man mano che dovete sostituire una lampadina, prendete appunto queste, e in poco tempo vedrete crollare i consumi! Poi, attenzione ai “vampiri energetici”, come stand by e apparecchiature Hi Tech sempre alimentate (le moderne TV, a mio avviso per vizio progettuale, non hanno nemmeno l’interruttore!). Aiutatevi con un analizzatore di consumi o meglio installate un sistema di monitoraggio, e vi accorgerete che mentre dormite, tutto spento, continuano consumi “inspiegabili”. Ovvio che lavatrice e lavastoviglie devono andare a pieno carico, ma meno noto che, oltre al preferire i modelli in classe A o A+, ci sono modelli con doppia presa d’acqua, fredda e calda, ottimali specie in caso abbiate i pannelli solari termici ma convenienti anche se scaldate l’acqua a gas. Infine, o meglio ancor prima, se potete installate i pannelli fotovoltaici, ora si può anche sul condominio! Del condizionamento, ne riparleremo la prossima estate.

 

Come e quanto mi muovo: i trasporti rappresentano il 13% delle emissioni globali e il 24% di quelle italiane, e dipendono al 98% dal petrolio e derivati. Dunque il futuro è necessariamente della mobilità sostenibile, da quella “dolce”, a piedi (fino a 1-2 km) in bici (fino a 5-8 km io ne faccio anche 13 casa-lavoro e altrettanti al ritorno!) quindi preferire i mezzi pubblici, la condivisione dell’auto sia come proprietà (car sharing) che come uso (car pooling) ma pensare anche, al cambio del proprio veicolo, alle moderne ibride o alle auto elettriche, che ritengo avranno anche un ruolo energetico come “accumulo” di elettricità per chi possiede il fotovoltaico. Se ne potrebbe approfondire molto, ma mi fermo qua.

 

Cosa mangio: e vi aggiungerei “come cucino”, dato che l’uso cucina rappresenta il 5-6% dei consumi energetici di casa. Comunque, anche se non è una fonte di emissione diretta, voglio ricordare che la filiera agroalimentare rappresenta nel suo complesso il 25% delle emissioni, quindi da dove proviene (come produzione) il cibo che mangiamo, come è coltivato, se mangio molta carne o ho una dieta squilibrata sui grassi, incide notevolmente sia sulla salute sia sull’effetto serra. Esula un po’ da quanto tratto solitamente in questo blog, invito quindi a dare uno sguardo a questo decalogo.

 

Cosa consumo e quanto butto: anche questo va un po’ fuori dai temi del blog, e sono anche andato un po’ in lungo. Ricordo solo che ogni oggetto richiede energia (detta “energia grigia”) per la sua fabbricazione e nella filiera di vendita, e genera rifiuti alla fine del suo ciclo di vita. È dunque importante limitare i consumi superflui, ridurre i rifiuti e per quelli che si producono comunque fare la raccolta differenziata.

 

Con queste “macro buone pratiche individuali”, se praticate in modo corretto, si possono ridurre notevolmente gli impatti dei consumi energetici di casa e di altre nostre azioni quotidiane (muoverci e mangiare), certo per arrivare all’azzeramento delle emissioni entro il 2070, come sarebbe necessario per stare entro la “soglia di sicurezza” di 2°C di globalwarming, occorre molto altro, ma intanto queste cose ci possono dare benefici nelle bollette e nella salute. Provare per credere!

 

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