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Parigi pronta per la COP 21 «Assemblea di condominio del Pianeta Terra»

Pubblicata il 25 novembre 2015

Post di Luca Lombroso n.17 | 25 novembre 2015 Nonostante i drammatici attentati del 13 novembre scorso, e la minaccia del terrorismo, la 21° Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite, di cui ho parlato nel precedente post, si farà regolarmente. Come da programma la conferenza si aprirà lunedì 30 novembre per poi chiudersi, salvo prolungamenti sempre possibili nei “vertici sul clima” venerdì 11 dicembre.

 

Il Presidente della Francia Francois Holland ha detto che la conferenza sarà un momento di speranza e di solidarietà e il Primo Ministro Manuel Valls che «Parigi sarà la Capitale del Mondo durante la Cop 21». Del resto già sabato 14 dicembre il Ministro degli esteri Laurent Fabius, e presidente della COP stessa, ruolo molto importante diplomaticamente, aveva affermato che la COP 21 sarebbe proseguita come da programma, ma limitata al negoziato, senza le manifestazioni esterne.

 

Sicurezza rafforzata dunque, come ovvio, ma le iniziative all’interno del cosiddetto “recinto della COP” sono tutte mantenute, i negoziati, ma anche i “side event”, gli eventi e i seminari scientifici, nonché mantenuta anche l’area della climate generation, destinata alla società civile e dove chiunque, anche non accreditato alle Nazioni Unite, può entrare e partecipare. Cancellata invece la grande “marcia per il clima” per le strade di Parigi prevista per domenica 29 dicembre, mentre la marcia si svolgerà in molte città italiane, Modena compresa.

 

Dunque, si va verso Parigi, personalmente parteciperò nella delegazione della Fondazione Lombardia per L’Ambiente, nell’ambito di collaborazione col Dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia e, nei pur frenetici tempi e ritmi della COP, vi terrò informati anche tramite il sito Abitcoop.

 

Perché tanta attesa per la Conferenza di Parigi? In parte ne avevo già parlato, ma vale la pena di approfondirlo, anche in base alla stessa iconografia messa a disposizione dalla Francia come stato organizzatore e ospitante.

  • LE COP sono conferenze IBRIDE: all’interno si svolgono i negoziati sul clima dell’ONU (UNFCCC), seminari scientifici, economici, policy (side events), mostre ed esposizioni
  • Partecipano, da 195 paesi del mondo: Delegati (parties), Agenzie intergovernative (IPCC, UNEP, WMO, ecc.), osservatori (ONG ambientaliste, scientifiche, di categoria, indigeni, ecc., giornalisti e media.

 

Perché la conferenza di Parigi è così importante? Come dice l’iconografia, “La prossima conferenza ONU, COP 21, sarà il più grande summit internazionale”, perché “la posta in gioco è alta: gestire la perturbazione climatica che minaccia la nostra società ed economia. La conferenza dovrebbe portare all’adozione di un accordo universale per la transizione verso una società low carbon e a un’economia resiliente ai cambiamenti climatici”.

 

In questo importante ruolo della Francia, organizzativo per accogliere e fornire logistica alle decine di migliaia di delegati e alla società civile, che ora ha il più alto rischio di attentati e quindi garantendone la sicurezza, e soprattutto diplomatico “Facilitare il dibattito tra le nazioni e assicurare un processo negoziale trasparente e inclusivo per favorire l’adozione di un accordo. Questo non è un compito facile, perché le decisioni possono essere prese solo unanimemente”.

 

Lo scopo della COP 21 è limitare il global warming entro i 2°C rispetto all’era pre industriale

 

Il futuro accordo interazione dovrà prima di tutto, in modo equilibrato, fare lo sforzo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e adattare le società alle perturbazioni climatiche esistenti, e come parlato nel precedente post, prima della COP 21, ogni nazione doveva comunicare i suoi “contributi nazionali” (INDC) presentando gli sforzi che intende attuare.

 

Il lavoro negoziale dunque è lungo, resta da chiarire che tipo di accordo uscirà dal punto di vista giuridico, se vincolante o meno, e comunque dopo ogni stato membro dovrà trasformare l’accordo in una legge nel proprio parlamento. Inoltre ci sarà un altro aspetto importante, “Altra parte essenziale degli obiettivi di Parigi è stanziare 100 miliardi di dollari all’anno (circa 78 milioni di Euro) di contributi statali, di organizzazioni internazionali e dal settore privato dal 2020 per aiutare i PVS”.

 

Infine, come si diceva sempre nel precedente articolo, si sa già che gli impegni attuali sono insufficienti per l’obiettivo “due gradi”, quindi occorrerà pensare al dopo Parigi, e ad altre soluzioni, fra queste, l’agenda delle soluzioni: molte iniziative su larga scala sono correntemente sviluppate da vari enti subnazionali (città, Regioni, ecc), associazioni, businesses, ecc.

 

Dunque si va verso Parigi, dove io arriverò dal 6 dicembre. La conferenza si apre subito con la “sessione alto livello”, con l’intervento di circa 100 Capi di Stato e di Governo, fra cui Matteo Renzi, Barack Obama, Angela Merkel e i leader dei principali paesi Europei e del G20, ma anche Re e Presidenti di stati semi sconosciuti ai più, di cui molti non hanno mai sentito i nomi, ne cito alcuni: Mr. Robert Gabriel Mugabe, President of Zimbabwe, Mr. Baron D. Waqa, President of Nauru, Mr. Boni Yayi, President of Benin, Mr. Idriss Déby Itno, President of Chad, Mr. Ikililou Dhoinine, President of Comoros (the), Mr. Timothy S. Harris, Prime Minister of Saint Kitts and Nevis, poi tanto per citarne alcuni Isole Tonga, Tuvalu, Togo, Buthan, Kiribati, e tanti altri che, come dico alle scuole, fanno di una COP un vero “esame di geografia”, basti pensare alla grande sala con i cartelli dei nomi dei paesi e cercarli su una carta geografica per capire come è vasto, complesso ma anche bello il nostro Mondo.

 

Una sorta di “Assemblea di condominio del Pianeta Terra” che fra i primi scopi ha, naturalmente, quello di tenere in ordine la nostra casa comune, migliorarne l’efficienza energetica e farne calare la bolletta e i consumi.

 

iconografia

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