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Manuale di buone pratiche per la gestione dei consumi domestici

Pubblicata il 13 maggio 2015

Post di Luca Lombroso n.12 | 13 maggio 2015 In questo post cerco un attimo di approfondire la composizione dei consumi e delle emissioni domestiche, stavolta non in generale ma all’interno della casa o appartamento. Questo è utile per intervenire e agire e per capire se e quanto alcune “buone pratiche”, sono efficaci nell’abbattere i consumi e le emissioni delle abitazioni.

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Cominciamo a vedere la composizione media delle emissioni domestiche, in Italia ben il 65% dei gas serra di una abitazione proviene dall’impianto di riscaldamento, il 15% dagli usi elettrici (che fra un attimo approfondisco), il 12% dall’acqua calda sanitaria e il 6% dagli usi di cucina.

Dunque, dove si possono ottenere grandi risultati e benefici, ambientali ed economici, è riducendo la necessità d’uso del riscaldamento invernale e, negli ultimi anni, anche del condizionamento estivo. Ne ho parlato proprio nell’ultimo post che vi invito a rileggere. Solo un cenno all’acqua calda, che è facilmente ottenibile, dove possibile, col solare termico, mentre l’uso cucina, pur non trascurabile, è marginale rispetto al totale dei consumi. Insomma, è sicuramente necessario e virtuoso mettere il coperchio sopra le pentole, ma non è con questo che si salva il mondo!

Oggi però voglio analizzare meglio i consumi elettrici. Per prima cosa, l’elettricità è facilmente producibile col fotovoltaico come già ne parlai, anche per chi abita in condominio.

In ogni caso, con o senza fotovoltaico l’uso di energia elettrica (e di energia in genere) va ridotto per tanti motivi. Nel grafico a torta vediamo ora dove sono i maggiori assorbimenti e consumi e come prima cosa notiamo che la “torta” ha tante fette, in ognuna si possono ottenere grandi miglioramenti, ma alcune fette sono più grandi di altre ed è li che ovviamente ci sono i maggiori margini di miglioramento di efficienza energetica.

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I consumi elettrici maggiori, per il 26%, provengono dal frigorifero. Il motivo è semplice, il frigorifero consuma relativamente poco, ma è sempre acceso, giorno e notte e spesso anche quando siamo in ferie. Ecco perché se dovete cambiare frigorifero la scelta va indirizzata sui più moderni in classe A+. Personalmente sono restio a dire “cambiate frigorifero” se non è necessario e se funziona ancora, perché lo smaltimento e la costruzione del nuovo elettrodomestico ha impatti ambientali (energia grigia) e comporta consumi energetici.
In particolare quando si deve a cambiare frigo, congelatore o condizionatore è importante il corretto smaltimento perché i modelli più vecchi contengono gas dannosi per lo strato di ozono. Un tema di cui si parla meno, il buco dell’ozono, che vi ripasso con l’aiuto di un bel video.

Comunque, mia esperienza, quando cambiai frigorifero alcuni anni fa sostituendo quello vecchio, guasto, di una ventina d’anni, con uno nuovo in classe A+ ho visto crollare i consumi elettrici.

Notevole anche il 19% di incidenza del congelatore, un elettrodomestico moderno e comodo ma su cui personalmente ho riserve, e non posseggo. Prediligo infatti alimenti freschi e di stagione e d’inverno li conservo… sul balcone, del resto l’uomo nella storia ha trovato tanti modi ecologici per conservare il cibo, pensiamo alla salatura, essicamento, le conserve di frutta e verdura e perfino le ghiacciaie!

Al secondo posto nei consumi però c’è la comoda e quasi irrinunciabile lavastoviglie. Oltre che doveroso, all’acquisto, scegliere, modelli in classe A o A+, dove possibile preferire i modelli con doppia presa (acqua calda e fredda), specie per chi ha il solare termico. Regola d’oro infatti evitare il più possibile di scaldare l’acqua (ma anche la casa) con apparecchi elettrici: è la cosiddetta “strage termodinamica”. Mi sembra scontato che va fatta andare solo a pieno carico, limitando l’uso di detersivi e sciacquando prima le stoviglie più sporche.

Il condizionatore incide per 10% dei consumi secondo i dati dell’ENEA che avevo a disposizione, che però risalgono ad alcuni anni fa, probabilmente ora con le estati più calde e il diffondersi di questo apparecchio sono anche di più; tornerò sul caldo e sul condizionatore in un prossimo post in vista dell’estate.

La lavatrice incide per il 5%, valgono gli stessi discorsi della lavastoviglie, soprattutto all’acquisto scegliete modelli col doppio attacco acqua calda e fredda. Piccola la fetta dell’aspirapolvere e non presente l’energivoro asciugacapelli, che però si usa per poco tempo. Io comunque d’estate i capelli li asciugo all’aria!

Una breve considerazione sul 6-7 % di computer e TV. Come ben si capisce, eliminare lo stand by è importante ma agisce in modo minimale su una piccola fetta del consumo. Due numeri, un TV o un computer assorbe circa 100 watt, lo stand by non più di 4-5 W, ricordatevi però che molti computer da scrivania (i “desktop”), consumano questi 5 W (a volte anche più!) anche dopo aver fatto “arresta il sistema”. Questo è in parte un difetto costruttivo, a cui possiamo difenderci con l’uso di una ciabatta multipresa con interruttore. Consiglio dunque di monitorare i consumi, io ho il sistema “Sentry”, che monitorizza anche l’impianto fotovoltaico. Ne avevo già parlato, ma oggi approfondisco una “giornata tipo”, di consumo e di produzione.

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Se guardate il grafico che vi mostro qui sopra notate un certo consumo notturno: è il frigorifero, quando stacca e attacca. Negli intervalli restano 30-40 W, quelli sono i “vampiri energetici”, a cui sto attento ma alcuni sono difficilmente eliminabili per come sono fatti molti oggetti tecnologici moderni; per esempio stavamo caricando i cellulari, poi c’è il consumo di una radiosveglia, del router wi fi (quando si può spegnerlo) e di qualcos’altro. Di giorno vedete salire, dall’alba, la produzione del fotovoltaico (era una bella giornata di sole) e l’elevato consumo della lavastoviglie, che volutamente abbiamo azionato, con l’ausilio del timer, nelle ore di maggiore soleggiamento per ottimizzare l’autoconsumo (senza fotovoltaico, preferite invece la sera per l’uso degli elettrodomestici). Infine, a sera, ecco i consumi della “vita domestica”: un breve uso del forno a microonde per cucinare, la TV accesa, il computer, qualche lampadina (a LED) accesa, ecc, poi quando si va a letto ecco che i consumi tornano al minimo. Insomma, con o senza fotovoltaico, è importante monitorare i propri consumi!

Concludendo, usiamo meno e meglio l’energia e prima di comprare un nuovo oggetto o elettrodomestico chiediamoci se è necessario, se si può riparare o dare a qualcun altro e se proprio, scegliamone uno buono, durevole e soprattutto riparabile. Attenzione però che risparmiare energia può portare, se non si sta attenti, ad usare più energia: si chiama paradosso di Jevons, e solo conoscendolo lo eviti!

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