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L’accordo di Parigi sul clima entra in vigore!

Pubblicata il 3 novembre 2016

EuRatification

Post di Luca Lombroso n.24 | 3 novembre 2016 Venerdì 4 novembre 2016 è, nuovamente, una giornata storica nel percorso negoziale sul clima. A neanche un anno dall’approvazione durante la COP 21, l’accordo di Parigi entra formalmente in vigore. L’accordo, stipulato lo scorso 12 dicembre 2015 alla COP 21 e di cui ho ampiamente parlato in questo blog gentilmente ospitato nel sito Abitcoop, ricordo, prevede un obiettivo molto ambizioso:

Mantenere le temperature globali ben al di sotto dei 2°C di aumento rispetto all’era preindustriale, facendo ogni sforzo per contenere il riscaldamento entro 1.5°C.

La novità, oltre ad una serie di impegni per l’adattamento, la resilienza, l’aiuto e trasferimento tecnologico ai paesi in via di sviluppo, principi etici e morali come l’equità intergenerazionale e altro ancora è l’approccio, dal basso, per gli impegni e la riduzione delle emissioni, attraverso gli INDC, impegni nazionali determinati di contribuzione. Ognuno insomma è uscito a carte scoperte, dicendo cosa può e vuole fare, senza le lunghe e includenti discussioni su tabelle e numeri che portarono al fallimento di Copenaghen nel 2009.

Impegni da parte di tutti, ma ampiamente insufficienti, ora si tratta quindi di attuare gli impegni, e applicare l’accordo, e di questo si occuperà la COP 22 di Marrakech.

 

 

Non sarà facile rispettare i 2°C di obiettivo, e ancor più gli 1.5°C, però a ulteriore segno di speranza, appunto, il 4 novembre 2016 entra formalmente in vigore l’accordo di Parigi, a meno di un anno da COP 21. Il protocollo di Kyoto, che peraltro non prevedeva impegni da parte di tutti i paesi del mondo ma solo di quelli più industrializzati, per fare un confronto necessità di ben 8 anni, dal 1997 al 2005, per raggiungere i requisiti per l’entrata in vigore.

Il trattato di Parigi, che ora dunque diventa a tutti gli effetti un trattato internazionale da attuare e rispettare da parte di Italia e Unione Europea, richiedeva, per l’entrata in vigore, della ratifica di almeno 55 paesi; il primo furono le Isole Fiji e altre piccole isole Stato estremamente vulnerabili all’innalzamento dei mari, e i 55 paesi sono stati raggiunti e superati già da settembre 2016. Necessario anche però che, nel complesso, i paesi che lo ratificano detengano complessivamente almeno il 55% delle emissioni serra globali, e qui è diventata fondamentale la ratifica, il 4 ottobre, dell’Unione Europea come “parties” della Convenzione sul Clima. Così, un mese dopo scatta automaticamente l’entrata in vigore, quindi appunto il 4 novembre. Nel frattempo, anche l’Italia ha approvato un DDL e quindi trasformato in Legge alla Camera e al Senato la ratifica dell’Accordo di Parigi, e fa piacere che, al Senato, la legge di ratifica è passata all’unanimità. I cambiamenti climatici, ricordo, non sono un’opinione politica ma un dato di fatto scientifico.

Per l’occasione, per festeggiare l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi, l’UNFCCC, il segretariato della Convenzione sul Clima, invita a “festeggiare” l’avvenimento con attività divulgative, inclusa diffusione su blog, siti internet, e social network dell’avvenimento, ecco quindi questo post celebrativo, tramite gli hashtag #ParisAgreement, #GlobalGoals, #ClimateAction, #cop22. Chiede inoltre di rispondere a tre domande, ed ecco cosa ne penso:

  • Quali sono le tue speranze e le aspirazioni per un futuro migliore, ora che l’accordo di Parigi è entrato in vigore?
    La mia speranza è che le nazioni del Mondo, ma anche i singoli cittadini, città, regioni, imprese, associazioni ecc rendano ancor più ambiziosi gli impegni di riduzione delle emissioni, avviando così la nostra società verso una nuova era, l’epoca della decarbonizzazione e del mondo equo, etico, e sostenibile che tutti auspichiamo. Sarà un impegno e una sfida epocale, non scontata, non facile, e che richiede anzitutto impegno e consapevolezza individuale e collettiva.
  • Come pensi che il tuo paese, regione, città, società o organizzazione può contribuire?
    Per quanto riguarda la mia città, Modena, auspico che gli impegni del Patto dei Sindaci, già inclusi nel sito Climateaction dell’UNFCCC vengano resi più ambiziosi, con nuovi obiettivi e impegni, aggiuntivi rispetto a quelli nazionali, per il 2030/40. La nostra regione già ha un impegno ancor più ambizioso, la decarbonizzazione al 2050 col protocollo volontario UNDER2MOU; si tratta solo di attuarlo. La mia società, che intendo come società civile, vede molti fermenti e guardo con speranza alle iniziative di transizione del nostro territorio, Campogalliano e Carpi in primis, sperando che si estendano anche ad altre realtà locali e alla città, con iniziative dal basso. Più in concreto, mentre il settore energia, intesa come elettricità, vede sempre più l’estendersi delle fonti rinnovabili, è necessario intervenire con azioni decise anche in altri settori, ora ancora molto dipendenti dai combustibili fossili, i trasporti e gli edifici residenziali, commerciali e industriali.
  • Che cosa sei personalmente pronto a fare ora per far funzionare accordo di Parigi?
    Ho già fatto molto personalmente, ho migliorato la mia abitazione, intervenendo per quanto possibile su un edificio anni 1970, ho il fotovoltaico, un’auto ibrida e vado prevalentemente in bicicletta. Cercherò di migliorare ancora, ho un sogno nel cassetto: un’auto elettrica plug in, che naturalmente dovrei ricaricare solo a fonti rinnovabili.

Molte delle cose di cui parlo sopra ci sono già, basta applicarle a tappeto. Si tratta di diffonderle a tappeto, facendo entrare le innovazioni, le nuove tecnologie, le case ecologiche, le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica nelle aspirazioni delle famiglie. Avremo modo di parlare presto di questi argomenti.

Per la prima volta, ogni nazione del mondo si è impegnata a tagliare le emissioni ed incrementare la resilienza e unirsi nella causa comune di agire per i cambiamenti climatici. quello che sembra impensabile è diventato inarrestabile

Ban Ki Moon, COP 21 – 12 dicembre 2016 all’approvazione dell’Accordo di Parigi

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