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Estate ieri, oggi e domani: quando il caldo fa 40

Pubblicata il 5 giugno 2015

Post di Luca Lombroso n.13 | 5 giugno 2015 L’estate sta partendo in quarta, o meglio ancora in quinta. L’anticiclone delle Azzorre di bernacchiana memoria negli ultimi anni lascia spesso lo spazio a un altro anticiclone, quello subtropicale africano, figura non del tutto nuova ma che comunque era piuttosto rara nello scenario meteorologico del Mediterraneo. E comunque, anche quando arrivano anticicloni “normali”, le temperature sono spesso più elevate del passato.

Guardiamo per esempio a cosa succedeva a Modena, presso l’Osservatorio Geofisico del DIEF UNIMORE, una cinquantina di anni fa, quando sono nato io, e cosa succede oggi.  Se notate, negli anni 1960 le estati oscillavano, come temperatura media, attorno ai 23°C, negli anni 1980 sono comparse le prime estati calde che poi hanno caratterizzato sempre più spesso quella che era la nostra tranquilla estate mediterranea nel corso del XXI secolo, con i picchi, anche drammatici sotto certi versi, delle estati 2003 e 2012, in parte anche 2013. La scorsa estate del 2014 molti l’hanno vissuta come “fredda” ma nonostante le tante piogge l’estate 2014 negli anni 1960 sarebbe stata considerata calda.

Insomma, quello che sembrava un’ipotesi per il futuro, “chiamare fresco quello che oggi è il caldo più incallito” sta già avvenendo oggi, e in futuro, senza azioni, potrà andar solo peggio.

Se già sapevamo che le estati come quella del 2003, che, per inciso, è stato probabilmente l’evento meteoclimatico che ha causato più vittime in Europa ed Italia più di alluvioni, frane e tornado, tanto da essere considerato l’evento con il più alto rateo di mortalità in Europa negli ultimi 50 anni.  Ora abbiamo anche indicazione che senza azione, in Italia già dal 2044 potremmo chiamare “fresco” quello che oggi consideriamo il caldo più incallito.

Con opportune azioni invece, avremo 30 anni di tempo in più circa prima che questo avvenga, e questo lasso di tempo è importante per adattarci, ovvero adeguare le nostre infrastrutture, e le nostre case in particolare, al nuovo clima.

Pensiamo all’ondata di caldo che sta attanagliando l’India in questi giorni: temperature di 45-48°C sono, comprenderete, come si dice in gergo “incompatibili con la civiltà globale interconnessa”. Potrà capitare da noi?

Proviamo, senza bisogno di sofisticati modelli climatici, a fare una semplice proiezione.

Già oggi nelle giornate più calde estive arriviamo attorno ai 38-40°C.  gli scenari di cambiamenti climatici indicano, al 2100, un ulteriore riscaldamento fra i 2°C (scenario “accettabile”) e i 5°C (scenario a cui è meglio non pensare e che dobbiamo evitare “ad ogni costo”, dice la Banca Mondiale). Considerato che il Mediterraneo e l’Emilia Romagna sono zone particolarmente sensibili al global warming, dove il riscaldamento potrebbe essere anche maggiore, potremmo ipotizzare in uno scenario “soft”, di avere, nelle giornate più calde di fine secolo, temperature simili a quelle dell’attuale ondata di caldo in India, mentre meglio non pensare e lavorare per evitare lo scenario “catastrofico”.

Ora, qualcuno dirà, sto facendo “catastrofismo” ma a me piace più il termine “catastrofologo”, del resto occuparsi di clima è, inevitabilmente, occuparsi e prevedere, ma soprattutto prevenire, catastrofi.

Dunque, non mi sottraggo alla legittima richiesta che molti mi fanno alle conferenze, ovvero non parlare solo dei problemi ma anche delle soluzioni. Come combattere veramente il caldo non tanto oggi ma soprattutto quello di domani ?

Ovvio, sappiamo tutti di vestire leggero e fresco, mangiare cibi di stagione, non uscire nelle ore più calde, ecc, ma ecco alcune semplici indicazioni di “cosa fare in casa”,  consigli di per quanto banali spesso dimenticati:

  • Ripara le finestre e i balconi nelle ore più calde con tende o persiane
  • Rinfresca la casa non appena si alzano venti freschi di sera o dopo un temporale
  • Usa preferibilmente ventilatori e pale a soffitto
  • Evita, o limita il più possibile, l’uso del condizionatore
  • Se proprio lo usi, limita il raffrescamento a 2-4°C in meno che all’esterno, e comunque entro i 26-28°C; possibilmente dotati di impianto fotovoltaico
  • Valuta se puoi isolare meglio la casa, possibilmente col cappotto, che ti darà risparmi anche d’inverno
  • Se hai un balcone o terrazzo, metti piante possibilmente rampicanti
  • Se puoi, nel soffitto metti delle piante (tetti verdi)
  • In ogni caso, è bene isolare bene anche la copertura
  • Quando ti lavi i capelli, se fa caldo evita l’uso dell’asciugacapelli: consuma e scalda casa!
  • Anche i grandi elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie) scaldano l’ambiente

Per finire però a voi il vero decalogo anticaldo, per evitare che il caldo futuro diventi insopportabile per la nostra stessa società e civiltà:

  • Riduci drasticamente le emissioni di gas serra
  • Lascia i combustibili fossili sotto terra
  • Usa fonti rinnovabili
  • Ferma la deforestazione
  • Pianta alberi ad alto fusto e con ampie foglie verdi nei viali e nelle piazze
  • Meno auto, più biciclette
  • Costruisci e ristruttura la casa portandola autosufficiente energeticamente
  • Scegli prodotti e alimenti locali e biologici
  • Limita i consumi superflui e scegli prodotti ecosostenibili

 

Medie estive a Modena

Andamento delle temperature medie estive a Modena (Osservatorio Geofisico DIEF UNIMORE presso Palazzo Ducale)

Termometro

Quando si riesce a misurare la temperatura dell’aria col termometro da febbre, allora bisogna preoccuparsi del caldo!

Anomalia termica del 2003

L’incredibile anomalia termica dell’estate 2003 in Europa, ritenuta fino a quel momento “evento impossibile”

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