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Cambiamenti climatici e foreste: l’esempio virtuoso del Costa Rica

Pubblicata il 12 dicembre 2016

Post di Luca Lombroso n.25 | 12 dicembre 2016 Nei precedenti articoli su questo blog, abbiamo parlato molto dei combustibili fossili in relazione ai cambiamenti climatici globali e dell’inquinamento urbano. I combustibili fossili sono, ovviamente, la parte principale del problema, ma non sono il solo.

Le foreste, in particolare quelle tropicali, sono un importante elemento del “sistema climatico”: assorbono CO2 grazie al ciclo della vegetazione, regolano il ciclo dell’acqua, mitigano il clima, e, non certo secondario, ospitano una parte enorme della biodiversità del nostro pianeta.

Foreste che, in passato in Europa e oggi soprattutto nei paesi in via di sviluppo ed emergenti, sono soggette al processo di deforestazione per far spazio ad insediamenti e attività umane, dall’espansione urbana alle infrastrutture, dall’agricoltura intensiva ai pascoli. È così che la deforestazione è responsabile, insieme al cambio uso del suolo, di circa il 17% delle emissioni serra.

Una recente applicazione di Google earth, “Google timelapse”, mostra chiaramente, se ci posizioniamo sul Brasile, la drammatica e vasta deforestazione di grandi porzioni dell’Amazzonia. Con la stessa applicazione però, se andiamo in un’altra zona tropicale, in Costa Rica, presso la Penisola di Nicoya si vede che in alcune zone un tempo foresta e quindi deforestate per far spazio a pascoli la foresta si è rapidamente ripresa i suoi spazi. Gli alberi sono ricresciuti velocemente, e una ricca biodiversità è tornata nei suoi spazi.

Questo esempio, nella Riserva Karen Mogensen, mostra come alcuni meccanismi complessi, talvolta controversi o discussi, come la “compensazione delle emissioni serra”, previsti dagli accordi internazionali sul clima, prima il protocollo di Kyoto e oggi l’Accordo di Parigi, se ben applicati possono funzionare e dare beneficio sia all’ambiente che alle popolazioni locali. Costa Rica è riuscita a fare di questi meccanismi, della tutela dell’ambiente con oltre il 50% del territorio protetto da parchi nazionali, riserve e altre forme di tutela, la sua ricchezza, il suo valore e il suo patrimonio.

E, ancor più importante ed è questo che desidero rendere noto attraverso questo blog, a questo processo concorre anche il nostro territorio. Una parte della Riserva Karen Mogensen è stata infatti riforestata grazie a fondi raccolti da cittadini, aziende ed enti pubblici modenesi dall’Associazione Foreste Per Sempre GEV Modena, che da molti anni ha vari progetti in Costa Rica, ed in altri paesi come Brasile, Madagascar e anche in Italia.

In particolare nella riserva Karen recentemente è stata costruita una “stazione meteoclimatica e biologica” che permette a ricercatori di tutto il mondo di studiare la foresta tropicale, la sua biologia e gli effetti dei cambiamenti climatici da un punto di osservazione privilegiato. Qui si sta così svolgendo un progetto scientifico, Climbio Project, nell’ambito del quale a novembre si è svolta una spedizione scientifica a cui ho avuto il piacere e onore di partecipare, e di toccare con mano come a fianco di efficienza energetica, fonti rinnovabili, buone pratiche ambientali ecc ci sono, appunto, anche le azioni di tutela delle foreste.

Nell’ambito di questa spedizione, a cui oltre a me hanno partecipato il prof. Dario Sonetti, coordinatore del progetto, e i giovani ricercatori Matteo dal Zotto e Giuseppe Romeo, che peraltro rimarrà presso la stazione “Italia Costa Rica” fino a febbraio, è stata installata una webcam professionale e una stazione meteorologica, quest’ultima ancora in parte in fase di messa a punto.

Gli stessi fattori naturali e soprattutto meteoclimatici hanno influenzato pesantemente la nostra spedizione. Una eruzione vulcanica, del Vulcano Turrialba, ha causato il dirottamento del volo da San José a Liberia all’arrivo, il 9 novembre. Un fulmine è caduto nei pressi della nostra stazione, per fortuna senza danni a persone e cose (escluso qualche problema wi fi), ed è stato il primo fenomeno colto e studiato grazie alla nostra webcam. Soprattutto, gli ultimi giorni della mia permanenza hanno visto l’arrivo dell’uragano Otto sulle coste atlantiche al confine fra Costa Rica e Nicaragua. Il disagio della cancellazione del mio volo, il 24 novembre, e del rientro tre giorni dopo (con ottima assistenza da parte della compagnia aerea) è niente rispetto ai danni e disagi alla popolazione.

Gli uragani non sono frequenti in Costa Rica, a causa della posizione geografica, e novembre è a fine stagione uragani atlantici, eppure Otto non solo si è formato e intensificato fino a cat. 2 sulle 5 della scala Saffir Simpson, ma è entrato sul paese e l’ha attraversato come mai era avvenuto nella storia da est a ovest, perdendo energia sulla terra ferma come normale per un uragano ma scaricandola appunto in venti impetuosi oltre 150 km/h, piogge torrenziali, frane e colate di fango e detriti. Le stesse foreste però hanno contribuito a limitare i danni.

Per concludere, la classica domanda: cosa posso fare nel mio vivere quotidiano per tutelare le foreste e combattere la deforestazione? Il discorso potrebbe essere lungo e complesso, deforestazione non è tanto la carta igienica o le fotocopie, ma anche e soprattutto cosa si mangia e cosa si compra. Vi riporto perciò il decalogo dal mio “Apocalypse now”:

  • Riduci drasticamente l’utilizzo di combustibili fossili
  • Riduci il consumo di carne, specialmente bovina
  • Informati sulla provenienza di oggetti di legno evitando quelli provenienti da paesi tropicali
  • Usa la carta riciclata e/o carta proveniente da alberi coltivati in modo sostenibile
  • Evita gli alimenti e i cosmetici che contengono olio di palma: le coltivazioni di palme da olio sottraggono foreste e minacciano, fra l’altro, di estinzione gli Orangotango!
  • Limita il consumo di frutta e prodotti esotici; per quelli che consumi scegli il mercato equosolidale
  • Informati sulla provenienza di pesci per acquario, tartarughe e altri animali esotici
  • Informati su qualsiasi prodotto e la sua provenienza, anche i più insospettabili come la carbonella per il barbecue, i gamberetti, i biocarburanti ecc…
  • Se vai in paesi tropicali, scegli viaggi e strutture ecoturistiche e non portare a casa prodotti tutelati
  • Anche nel nostro territorio usa le regole di cui sopra e pianta alberi
  • Anche con i tuoi risparmi e investimenti influenzi il futuro del pianeta: scegli la finanza etica per non finanziare, indirettamente, i deforestatori
  • Compensa le tue emissioni con progetti per la tutela delle foreste e della biodiversità, preferendo quelli che coinvolgono le popolazioni locali.

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